In metà degli Stati Uniti è proibito cacciare via Internet. Non che qualcuno lo faccia…

Nes Duck HuntRicordo ancora distintamente il casino pazzesco che suscitò la decisione di un Texano di costruire un sito Internet che vendeva la possibilità di sparare a degli animali con un fucile collegato ad una webcam. Il parere generale fu che l’idea andasse ben al di là del grottesco. In effetti, iniziative del genere hanno la rara capacità di essere prive di appeal anche per i pazzi maniaci: il sito chiuse dopo poco tempo (e vi parlo del 2004), perchè nonostante molti ritengano gli esseri umani delle creature orrende e malvagie, evidentemente non lo sono abbastanza da essere disposti pagare più di 300 dollari per provare l’ebbrezza di ammazzare un cervo via Internet.
Fu un brutto esperimento privo di alcun successo, che avrebbe dovuto essere rapidamente dimenticato. Così non è stato: in questi tre anni è stata montata una feroce campagna di opposizione all’orribile attività dell’“Internet Hunting”, che ha portato 25 Stati Americani a proibirla. Il fatto che nessun Internet Hunting avvenga in alcuna parte del territorio americano (e, credo, mondiale) è un fatto che semplicemente non si è registrato nella mente di promotori e legislatori. I più feroci oppositori sono i membri di una grossa associazione ambientalista chiamata Humane Society, il cui direttore è arrivato a dire che l’Internet Hunting è un rischio per la sicurezza nazionale.

“Recenti notizie riportano di come sia cosa banale per i sospetti terroristi procurarsi armi da fuoco, anche se sono già iscritti nella ”Watch List“ dell’FBI. Perchè dovremmo rendere ancora più facile a questa gente l’atto di infliggere terrore, magari sperimentando l’idea di sparare in differita con l’aiuto di Internet?”

Pur rispettando le credenze del suddetto signore, trovo francamente che il suo discorso sia “leggermente” campato in aria. Una deputata del Delaware ha riproposto lo stesso argomento “antiterroristico” mentre spingeva per l’approvazione di un disegno di legge che proibisse la caccia via webcam, ma non ha voluto spiegare esattamente quale fosse il nesso logico tra l’Internet Hunting e il terrorismo. “Non voglio far venire troppe idee alla gente”, sono state le sue testuali parole.
Ho l’impressione che queste leggi fra cento anni faranno parte di quelle raccolte di normative assurde che si leggono online tanto per farsi due risate.

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