Il “jailbreak” dell’Android è in realtà un colossale bug

il bug di Android
Il bug di Android, come descritto sul suo wiki
 
Qualche giorno fa la comunità di Android è stata presa dalla frenesia riguardante la scoperta di un possibile jailbreak. Purtroppo la realtà è decisamente meno simpatica di così, perchè più che di un metodo per liberare il telefono si trattava di un bug gargantuesco che minava del tutto la sicurezza dei googlefonini.

In un iPhone il jailbreak è un hack software creato apposta per permettere di installare applicazioni al di fuori di quanto desideri mamma Apple. Quello che è successo con Android è stato diverso: era stato trovato un metodo per accedere ai privilegi di root senza bisogno di digitare alcuna password, creando un accesso tramite telnet. Certamente la cosa permetteva di modificare le “interiora” del sistema operativo in modo particolarmente interessante, ma non ci si deve meravigliare che Google sia già corso ai ripari per tappare la falla con una patch.
 
Se un qualsiasi altro OS avesse avuto una falla simile, un buco che permette a chiunque conosca l’IP del telefono di collegarsi come amministratore, sarebbe stata sistemata immediatamente, e lo stesso concetto è valido anche per Android: era un problema di sicurezza enorme, probabilmente una funzione dimenticata dagli sviluppatori. E, se volete ridere un po’, la cosa non si fermava qui: apparentemente una volta attivato il bug, si creava una shell invisibile che convertiva in comandi tutto quello che l’utente digitava altrove. Ad esempio, digitando “reboot” in una sessione di chat, il sistema si riavviava. Fantastico, vero?
 
Del resto, installare applicazioni non è un problema in Android: si può già fare anche al di fuori del Market. Dopo tutto è un sistema aperto!

I commenti sono chiusi.

Impostazioni privacy