
Stuart Schechter e Cormac Herley, ricercatori della Microsoft, hanno realizzato uno studio per stabilire la motivazione che spinge milioni di utenti a scegliere le stesse password. L’idea è partita quando Rock You, un diffuso Social Media, a causa di un problema di sicurezza informatica all’interno dei suoi server, nel 2009, ha reso pubbliche 32 milioni di credenziali dei propri iscritti. Da un’attenta analisi di questa lista è emerso che le stesse combinazioni di caratteri erano utilizzate da un gran numero di iscritti, password perfettamente conosciute dagli hacker.
Gestire le password è un’esigenza che tutti abbiamo, visto che ciascuno di noi possiede spesso diversi account che gli permettono di avere accesso a vari servizi disponibili in rete. Specialmente chi si dedica a provare le numerose risorse che il web offre e che per essere utilizzati hanno bisogno di effettuare una registrazione si ritrova spesso nella condizione di non poter ricordare tutti i dati di accesso, password comprese. Potremo scegliere di rimediare scrivendo tutto in un file da conservare sul nostro computer, ma non è una soluzione adeguata in termini di sicurezza.

La ElcomSoft è una società russa molto conosciuta per lo sviluppo di applicazioni utili per recuperare le password utilizzate per la protezione di importanti informazioni presenti all’interno di documenti Microsoft Office, Portable Document Format, Roshal ARchive, Zip e quant’altro. Adesso l’azienda ha rilasciato un nuovo strumento chiamato Internet Password Breaker che, sebbene sia principalmente destinato alle forze dell’ordine e ad investigatori privati, il prezzo di vendita di appena 49 dollari lo rende perfetto per qualsiasi tipi di utenza.

La tutela della privacy è un argomento sempre attuale nel settore dell’Information Technology ed al quale gli utenti dedicano un’attenzione superiore alla salvaguardia persino della propria sicurezza informatica anche se molto spesso i due aspetti sono collegati tra loro. Al fine di evitare che importanti informazioni possano essere accessibili a chiunque, si è soliti impostare una password che consente di tenere lontani gli occhi indiscreti, in particolar modo di soggetti che sono mossi da cattive intenzioni e che non hanno alcuno scrupolo.

Si complica la situazione che vede coinvolto il colosso informatico di Mountain View accusato di violazione della privacy per aver raccolto informazioni trasmesse dalle reti WiFi non protette. In particolare attraverso l’utilizzo delle Google Car per raccogliere immagini per il servizio Street View e realizzare una mappa delle reti senza fili da utilizzare per ottimizzare il servizio di geolocalizzazione, sono stati intercettati e memorizzati circa 600 GigaByte di dati. L’allarme è stato diffuso in seguito alle proteste di Peter Schaar, Garante per la privacy tedesco.
Molti di noi sono soliti usare la posta elettronica quotidianamente come mezzo essenziale per comunicare con gli altri. A volte però possono capitare degli inconvenienti. Per esempio può accadere che dimentichiamo qual è la password che usiamo per il nostro account e-mail e quindi non possiamo più accedere ad esso, per verificare se abbiamo ricevuto nuovi messaggi o per inviarne di nuovi. Un bel problema insomma! Ma come fare per risolverlo? Semplice, esistono delle apposite soluzioni che il mondo dell’informatica mette a nostra disposizione. Una di queste è Mail PassView.
Se teniamo alla nostra privacy e vogliamo evitare che occhi indiscreti vadano a sbirciare tra i documenti personali che teniamo sul nostro computer, possiamo creare una cartella contenente tutti i nostri dati personali, la quale può essere protetta tramite una password. Si tratta davvero di un’ottima strategia, che può essere messa in pratica in vista della salvaguardia della nostra riservatezza. Il tutto tra l’altro può essere attuato in maniera piuttosto semplice e alla portata di tutti, usando le adeguate risorse che il mondo dell’informatica mette a disposizione dei suoi utenti.
Molti utenti di internet possiedono uno spazio web personale, all’interno del quale possono pubblicare i contenuti che corrispondono alle loro preferenze. I siti web possono essere arricchiti dal punto di vista grafico anche con banner ben costruiti che possono attirare l’attenzione del popolo dei navigatori e che possono trovare una loro funzione anche in campo prettamente pubblicitario. È pur vero che per realizzare un banner come si deve bisogna possedere le adeguate competenze, specialmente se si vogliono usare le risorse in Flash, che ben si adattano a creare risultati eccezionali.
La sicurezza in ambito informatico deve essere messa al primo posto, visto che a volte possiamo incorrere nel pericolo che altri utenti possano accedere ai nostri dati personali. Soprattutto tutto ciò si verifica quando ci sono anche altre persone che utilizzano il nostro stesso computer, mettendo a rischio la nostra riservatezza. In ogni caso, possiamo risolvere questo inconveniente, usando uno specifico programma che porta il nome di WinRap, che è disponibile in maniera gratuita e che ci aiuta a proteggere la nostra dimensione privata. Si tratta di una soluzione facile da usare.

Qualche tempo fa un team di specialisti dell’Università di Washington e dell’Università del Massachusetts è riuscito a disattivare un pacemaker utilizzando l’accesso wireless per dimostrare come ogni apparecchio elettronico è potenzialmente pericoloso. Tale dimostrazione ha così dato la possibilità di ricercare delle valide soluzioni al fine di evitare l’attacco di qualche hacker e, tra le numerose proposte, quella più semplice si basa su una richiesta di password a chiunque voglia agire sui parametri di un apparecchio impiantato.
La privacy è un elemento fondamentale, che anche in ambito informatico non può essere trascurato. Per proteggere documenti, account, accessi a risorse web tutti siamo soliti usare una specifica password, che consente di tenere lontani gli occhi indiscreti e coloro che sono mossi da cattive intenzioni. Poter contare su strumenti adeguati, che ci facciano stare tranquilli in relazione alla nostra sicurezza, vuol dire poter essere sicuri che i nostri dati personali non cadano nelle mani sbagliate. Eppure tante volte può succedere che le nostre password non siano sicure.
La privacy è un aspetto molto importante connesso a tutte quelle operazioni che ogni giorno compiamo servendoci degli strumenti messi a nostra disposizione dall’informatica. Proteggersi da occhi indiscreti rappresenta un’occasione non trascurabile, alla quale ciascuno di noi dovrebbe prestare attenzione. Non è difficile che qualcuno riesca ad avere accesso ai nostri dati personali o ai nostri documenti privati, specialmente se essi sono contenuti all’interno della pendrive, di cui molti si servono per trasportare dati da un computer all’altro e per averli disponibili ovunque ci si trovi.

L’importante produttore statunitense di schede di memoria di Fountain Valley in California lo scorso luglio aveva presentato la prima pendrive dalla straordinaria capacità di 256 GigaByte. A distanza di pochi mesi la Kingston ha presentato la Data Traveler 310 che pur avendo la stessa capienza del precedente modello è dotata di maggiore velocità. Kingston Technology ha un’esperienza ormai trentennale nel campo dell’Information Technology ed è leader incontrastato nella produzione di memorie flash ma anche nel settore delle stampanti e dei lettori mp3.
La privacy è una questione di certo di non secondaria importanza anche per tutto ciò che riguarda il modo dell’informatica. Sono molti infatti le applicazioni e i programmi, per accedere ai quali è richiesta l’immissione di una specifica parola segreta di nostra conoscenza, che ci permette di stare sicuri sul fatto che nessun altro utente usi al posto nostro i servizi e le funzioni che sono di nostra esclusiva competenza. Ma bisogna stare attenti nel momento in cui si crea una password, in modo che essa non sia facilmente intuibile da qualcun altro, per proteggere i nostri dati personali.