
Il settore del peer to peer ha subito negli ultimi anni un forte attacco da parte delle case discografiche e cinematografiche che lo accusano di mettere in pericolo l’intero settore. Il dibattito è sempre più acceso e contrappone a quelli che paragonano il file sharing alla pirateria informatica, utenti che descrivono il servizio come un tentativo di sostituire le cecchie forme di distribuzione. Alcune organizzazioni hanno addirittura nel tempo prodotto software, musica e film da distribuire liberamente attraverso questi canali per la condivisione delle informazioni.
Per contrastare le major impegnate nella continua lotta al peer to peer si è pensato di consentire l’utilizzo del famoso clienti BitTorrnent attraverso uno dei più diffusi smartphone nell’intero globo, ovvero l’iPhone. Tuttavia l’idea della Project Falcon è ben più complessa di un semplice µTorrent per telefoni cellulari che non gestirebbe al meglio l’enorma flusso di dati causato dallo scambio di file torrent. Per tale operazione infatti è statto messo a disposizione un apposito software che consente agli utenti di effettuari un remote control del proprio client.

La guerra in atto contro le famose piattaforme destinate al peer to peer sembra non volersi placare e diventare più cruenta ogni giorno che passa. Oltre al famoso The Pirate Bay, da anni obiettivo primario delle major discografiche e cinematografiche, anche IsoHunt, Mininova ed OpenBitTorrent sono stati recentemente attaccati su più fronti in maniera tale da costringere i gestori a chiudere le loro piattaforme. Adesso l’attenzione della Record Industry Association of America si è rivolta verso Limewire.

Recentemente sia µTorrent che BitTorrent Inc hanno rilasciato le specifiche per il nuovo protocollo di trasferimenti µTP sotto licenza libera. Attraverso il nuovo micro Transport Protocol è possibile migliorare ulteriormente l’affidabilità del servizio evitando in primis quello che viene definito l’overhead di banda, ovvero la saturazione della banda disponibile. Chiaramente l’innovativo protocollo è stato immediatamente utilizzato dalle diverse comunità che sviluppano progetti open source basati sul circuito torrent.

Sembrerebbe che l’Internet Service Provider americano facente capo a Time Warner sia stato ufficialmente accusato di intralciare tutte le operazioni a protezione del diritto d’autore. L’associazione US Copyright Group, ha infatti sottolineato come l’ISP abbia imposto ostacoli insormontabili nell’identificazione degli utenti solitamente implicati nelle numerose attività illecite che avvengono via peer to peer. Tale accusa è stata lanciata in seguito al tentativo di voler denunciare 50.000 utenti bittorrent per la condivisione del film The Hurt Locker.

Durante l’ultima settimana le più importanti piattaforme per la diffusione dei file torrent hanno subito numerosi ed imponenti attacchi legali. Una Corte della California ha ordinato la chiusura immediata di isoHunt in tutto il territorio statunitense. Tuttavia è ipotizzabile che Gary Fung, bocciata anche la proposta della versione isoHunt lite, possa escogitare un nuovo piano per contrastare il filtraggio dell’utenza degli Stati Uniti che ridurrebbe tantissimo il bacino di accessi che hanno reso famoso e diffuso il famoso sito Internet.

Il più famoso sito per l’indicizzazione dei file torrent, più volte accusato di pirateria informatica dalle major cinematografiche e discografiche, è tornato nuovamente online. Recentemente il provider tedesco CB3ROB, all’interno del quale La Baia dei Pirati aveva trovato rifugio negli ultimi tempi, avrebbe ceduto alle pressioni esterne condannando così il famoso tracker a risultare irraggiungibile agli utenti di tutto il mondo. Tuttavia era prevedibile che i fondatori Gottfrid Svartholm, Fredrik Neij e Peter Sunde non sarebbero rimaste a guardare.

Il più famoso sito per l’indicizzazione dei file torrent, più volte accusato di pirateria informatica dalle major cinematografiche e discografiche, è tornato nuovamente offline. Creato da Gottfrid Svartholm, Fredrik Neij e Peter Sunde, successivamente alla mancata acquisizione da parte della Global Gaming Factory per mancato pagamento della somma entro i termini dell’opzione, The Pirate Bay si era rifuggiato presso dei server segreti situati in un bunker. L’operazione inizialmente sembrava rappresentare le soluzione definitiva ai problemi legali.
Il file sharing è un diffusissimo servizio Internet utilizzato dalla maggioranza degli utenti ed impropriamente considerato come pirateria informatica. Recentemente la MekTek ha rilasciato gratuitamente la beta della nuova versione del famoso MechWarrior 4 dove accanto al direct link era presente anche un collegamento per effettuare il download tramite BitTorrent. Questa è una politica adottata da alcune distribuzioni Gnu/Linux che, pur mettendo a disposizione le applicazioni sotto diversa forma, preferiscono il p2p per preservare i propri server.
I servizi Internet attualmente più utilizzati sono quelli relativi al file sharing utilizzati mediante client come eMule e BitTorrent. Recentemente Twitter, il social network più diffuso dopo Facebook, ha deciso di bloccare due account prevalentemente utilizzati per la condivisione di alcuni link per scaricare file torrent. La società di Jack Dorsey ha spiegato che la motivazione del severo provvedimento è stata una non ancora meglio precisata violazione del codice interno della stessa piattaforma.

La comunità BitTorrent ha finalmente sviluppato la nuova versione uTorrent 2.0, la quale implementa il protocollo di trasferimento µTP. Tale nuova tecnologia garantisce prestazioni decisamente migliori e gestisce meglio il traffico impedendo i fastidiosi problemi di congestione della rete generati dal peer to peer. Tuttavia attualmente non esistono client che utilizzano il suddetto protocollo poiché quest’ultimo favorisce il file sharing interno ai propri utenti a discapito di tutti gli altri client, particolarità questa che non sembra gradita ai diversi utenti.

Dopo le numerose vicende giudiziarie che hanno colpito la celebre piattaforma web svedese dedicata all’indicizzazione di file torrent, ovvero il celebre The Pirate Bay, ora l’attacco dell’antipirateria sposta la propria attenzione su isoHunt, il famoso motore di ricerca per il circuiti BitTorrent. Mentre Gary Fung è al lavoro per preparare l’appello alle decisioni prese a dicembre dalle autorità giudiziarie competenti il sito è tornato nuovamente online in formato lite. In questa nuova versione il sito si limiterà esclusivamente a ricercare, senza offrire ulteriori servizi.

In una ipotetica classifica dei più famosi siti BitTorrent maggiormente utilizzati al mondo, oltre ai famigerati The Pirate Bay, isoHunt e Mininova, comparirebbe certamente tra le prime posizioni il russo Torrents.ru. Utilizzato da quasi 4 milioni di utenti, questa piattaforma dedicata al file sharing è provvisto di un archivio di almeno un milione di file torrent. Tale sito web, considerato un ottimo punto di riferimento per l’utenza di tutto il mondo, risulta adesso non più raggiungibile da qualsiasi posizione del globo terrestre probabilmente a causa di un qualche oscuramento.

In Danimarca, una famosa organizzazione che si occupa di combattere qualsiasi fenomeno di pirateria informatica, ha deciso di intraprendere una vera e propria guerra al dilagante fenomeno del file sharing. Proprio tale iniziativa si è trasformata in un enorme incubo per un utente danese di The Pirate Bay poiché il proprio indirizzo IP è stato recentemente monitorato dalla Antipiratengruppen che, forte della collaborazione con il provider, è riuscita a risalire all’identità dell’utente che ignaro di tutto si è visto additare come un criminale.