Internet: il database on line inglese dei bambini

Giovedì, 21 Maggio 2009.

privacyIl rapporto tra internet e la privacy è una questione alquanto complessa, i cui risvolti si presentano in vari casi che si verificano ogni tanto nel mondo. Sono molti gli avvenimenti che toccano da vicino questo argomento. L’ultimo è quello che ha interessato l’Inghilterra, dove, dopo aver rimandato per più di una volta la decisione, si è giunti alla creazione del cosiddetto ContactPoint, un vero e proprio database on line contenente i dati di 11 milioni di minorenni.

Al database potranno avere accesso 390.000 persone tra personale educativo, autorità e assistenti sociali e tutti dovranno essere spinti da una motivazione valida e ragionevole, per ottenere l’autorizzazione all’accesso. Inoltre tutti coloro che avranno la possibilità di venire a conoscenza dei dati personali in questione dovranno sottoporsi ad un corso d’addestramento sulla sicurezza, che garantisce l’uso oculato delle informazioni stesse. 
 

Attraverso il ContactPoint si potranno avere a disposizione in maniera immediata e diretta le informazioni riguardanti molti bambini, per poter intervenire con tempestività negli aspetti della loro vita, che richiedono una maggiore attenzione da parte delle istituzioni soprattutto in campo socio-assistenziale. 
 

Lo scopo delle creazione del database è sicuramente apprezzabile e risponde alle migliori intenzioni. D’altronde un gruppo di bambini considerato particolarmente soggetto alla protezione non avrà dati sensibili visibili a tutti. Il dubbio comunque rimane. Un dubbio che deve spingere a riflettere sui possibili rischi di violazione della riservatezza nei quali si potrebbe incorrere.

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Commenti (2)

 Add karma Subtract karma
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Pio Alt

Questi governi appartengono al secolo scorso, quello dei classificatori ad anelli!

Come hanno potuto pensare una diavoleria così mostruosa?!

Cosa ne guadagnano i “minori”?!
Cosa c’è di positivo per loro?!

Quanti saranno i “minori” ad aver bisogno di un aiuto “sociale”? mettiamo il 10 per cento dei minori, ma sarano molto meno. Per controllare questi si schedano tutti mettendo seriamente a repentaglio la loro sicurezza, la loro privacy e la loro incolumità!!!

Esiste un sistema informatico assolutamente sicuro? La risposta è solo NO se si trova in qualche modo in rete e senza rete di certo non serve!

Anche sorvolando sulla patente di accesso, se è come quella europea del computer, saranno messi davvero male, cosa succederà di quei dati dopo una settimana?

Forse non lo sanno questi “governanti” che i pedofili sono informaticamente avanzati, certo più del governo imperiale britannico! Gli preparano anche il bersaglio: avranno già indicato i più deboli!!

Poi, quando i dati se li troveranno in chiaro su qualche server del terzo mondo (come i nomi degli agenti segreti nascosti da qualche pecetta sui pdf, per fare un esempio) diranno: ma sono delinquenti quelli che hanno bucato il server! sono loro i cattivi con la tastiera! La legge dice…

Puha!

Anche secondo me l’iniziativa inglese presenta molti rischi che avrebbero dovuto essere calcolati prima di realizzare un progetto di questo genere.

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