“Vieni via con me”: social network per Fabio Fazio e Roberto Saviano

Si è conclusa Vieni via con me, il programma televisivo della Rai condotto da Fabio Fazio e Roberto Saviano ribattezzata come la trasmissione dei record. La trasmissione ha ottenuto sempre maggiori consensi, puntata dopo puntata, passando dai 7 milioni di telespettatori della prima puntata, agli 11 della quarta ed ultima serata. Secondo i maggiori esperti di telecomunicazione, i cittadini sono ormai stanchi della solita televisione e vogliono programmi di approfondimento culturale che racconti loro i veri problemi del paese.


Il primo monologo dello scrittore di Gomorra è stato dedicato alla storia di alcuni ragazzi coinvolti nel crollo della casa dello studente durante il terribile terremoto che ha devastato L’Aquila e tutto l’Abruzzo. Durante la narrazione Saviano si è poi fermato per far ascoltare i rumori registrati durante quegli interminabili 37 secondi che hanno sconvolto l’Italia. Su Twitter il messaggio più diffuso è quello di annaleelou, che scrive: 37 secondi per sentire con tutte le emozioni possibili l’angoscia che nessun TG è mai riuscito a comunicare su L’Aquila.
 

A seguire, Dario Fo ha letto l’elenco delle cose che ancora oggi Machiavelli avrebbe da dire a chi governa il popolo italiano. L’interpretazione del premio nobel ha suscitato forti reazioni su Facebook, dove Enrico Phes ha commentato: non poteva essere che lui a presentare, commentare il Principe e le sue nefandezze. Grazie Dario x esistere.. Laura Marcolini invece sostiene che: Dario Fo dovrebbe essere protetto dall’UNESCO.
 

La giornalista Milena Gabanelli è invece intervenuta per leggere l’elenco delle cause che incombono sulla testa di Report, celeberrima trasmissione di Rai 3 che si occupa di inchieste giornalistiche. Sulla piattaforma di Jack Dorsey si sono scatenati i commenti. Tra i più condivisi quello di stekosteko che dice: In un paese normale, Milena Gabanelli sarebbe direttore del TG1, come minimo. L’utente shabofly invece si chiede: oltre Grillo chi propone una legge d cui parla gabanelli x ostacolare cause pretestuose contro giornalisti?.
 

Alla trasmissione ha preso parte anche il Procuratore Nazionale Antimafia Piero Grasso per leggere l’elenco delle cose che servono per combattere la mafia e che purtroppo non ci sono. Durante il suo elenco non sono mancate risposte a Silvio Berlusconi. L’intervento ha colpito gli utenti della piattaforma di microblogging, attraverso il quale sono stati condivisi e diffusi messaggi come quello di lucalorenzato cha dice: Vorrei Grasso ministro della giustizia, Benigni ministro della cultura e Renzo Piano ministro delle infrastrutture. o quello di smxworld che scrive: L’idea che domani Il Giornale possa infangare Dario Fó o Piero Grasso mi fa una rabbia pazzesca..
 

A seguire Don Luigi Ciotti, che ha letto l’elenco di quello che per lui significa legalità. La piattaforma di Mark Zuckerberg ha molto apprezzato le parole del sacerdote italiano, impegnato da sempre nella lotta alla mafia. Antonella Bultrini scrive: don Ciotti preciso e severo come solo lui puo` essere. Grazie x esserci e x quello che fai., Dina Molino dice: questa è esattamente l’italia che vorrei e che con Libera cerco di costruire., Simona Sfilio commenta: Meraviglioso Don Ciotti…come sempre… E ha ragione: e ora di svegliarsi e fare appello alle nostre coscienze..
 

Non poteva mancare Antonio Cornacchione, che ha letto l’elenco delle migliori battute di Silvio Berlusconi, tra le quali ammette di averne nascosta una propria. simonabembo rimane stupita del fatto che: l’elenco di Cornacchione sembrava il delirio di un folle e invece era solo una folle realtà. Il pensiero è stato condiviso da migliaia di utenti in pochissimi minuti.
 

Il secondo monologo di Saviano è stato incentrato sulla Costituzione e su come le attuali occupazioni studentesche siano un disperato tentativo di salvaguardarla. Come sempre, il racconto ha suscitato polemiche ed apprezzamenti. Ad essere maggiormente riportata sulle diverse piattaforme del World Wide Web è la frase non fa paura chi RACCONTA storie ma fa paura chi ASCOLTA storie.

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