La rivista statunitense Forbes come di consueto, anche quest’anno, ha stilato la classifica dei 25 personaggi più celebri del web nel 2008.
Ad aggiudicarsi il primo posto (per il secondo anno consecutivo) è stato Perez Hilton il “gossipparo” per eccellenza che cura il sito Perezhilton.com.
Al momento del rilascio della prima release candidate di Firefox 3, avvenuto il 16 maggio, erano passati si e no 4 giorni dalla pubblicazione di questo mio articolo, in cui vi dicevo proprio che la RC 1 sarebbe arrivata entro fine mese.
Non era vero? Qualcuno può smentirmi? Si, è vero che il 16 maggio non è proprio la fine di maggio, ma io non ho mai fornito date certe :D.

La società di sicurezza Finjan mette in guardia per degli attacchi di tipo zero-day da parte di hacker nei confronti di applicazioni web popolari quali ad esempio media player e programmi per chattare.
Nonostante oggigiorno sia usato abbastanza indiscriminatamente da telegiornali e testate giornalistiche per indicare anche i cracker, storicamente il termine hacker ha un’accezione positiva; gli hacker si possono introdurre in un sistema, ma per studiarlo, con nessuna intenzione di arrecare danni; c’è anche chi sfrutta male le sue conoscenze e in questo caso si parla con maggiore precisione di criminal hackers.
Sono passati sei mesi dall’ultima volta in cui abbiamo parlato di Tumblr, e forse potrà sembrare strano ma si può aggiornare sensibilmente anche un prodotto famoso per essere l’emblema stesso della semplicità. E si tratta di miglioramenti che ne esaltano la funzionalità senza tradirne la rigorosa, piacevole filosofia minimal. Tumblr offre la possibilità di fare microblogging, cioè comunicare le proprie idee, link, citazioni e immagini senza le derive editoriali, letterarie e le “forzature” sociali dei blog veri e propri. Un “blog-sms”, insomma, non appesantito dai commenti.

Con l’avvento del Web 2.0 la convivenza con il mio PC e tra noi due e il mondo intero è stata decisamente rivoluzionata. Un esempio evidente è che mentre fino ad oggi l’acquisto di un PC significava un lento ed inesorabile susseguirsi di installazioni di software più o meno inutili che andavano ad allungare in maniera abnorme il menù Programmi, ora assisto per la prima volta e con grande piacere ad una paradossale inversione di tendenza: sembra incredibile, ma disinstallo più programmi di quanti ne installi.
Oggi vi presento un sito che offre un servizio decisamente web 2.0. 
Si sa che il modo migliore per imparare una lingua è parlarla, i corsi sono molto utili ma la cosa più importante, piuttosto che conoscere la grammatica e ogni costruzione alla perfezione, è la capacità di capire una lingua parlata (oltre che scritta) e saperla parlare a sua volta.
Ma quando non è possibile fare lunghi viaggi all’estero come si può fare per continuare ad tenersi in esercizio?
LiveMocha è il sito perfetto.

Siete alla ricerca di servizi web 2.0 ma non sapete esattamente di cosa?
Social network, servizi per foto sharing, web radio, web search di video, motori di ricerca diversi dai soliti, servizi per videoconferenze, widget per blog.
Quello che vi presento è un sito directory che raccoglie tutte queste risorse (e molte molte di più) messe insieme in un grande elenco sotto forma di loghi.
Come scritto nell’articolo su Google Docs, Zoho risulta una delle migliori alternative al servizio offerto dal colosso di Mountain View.
Nato nel Settembre del 2005 con una sola applicazione conta oggi ben 12 servizi tutti rigorosamente fruibili online e attenti a rispettare le “norme” del Web 2.0.
Tra le varie sembianze che il web 2.0 ha assunto negli ultimi anni, dopo il proliferare dei blog, dei wiki, dei podcast, delle piattaforme di video hosting, il social network pare essere l’ultima moda del web fatto dalle persone.
Questi siti infatti uniscono la libera circolazione d’informazione alla socialità.
Facendo un giro tra i vari social network balza subito all’occhio la tremenda somiglianza che scorre tra l’uno e l’altro. Cambia solo l’etichetta attribuita al voto, che dal digg americano è diventato pligg, rank, blink, drop.

Tripod for Teachers è il nuovo servizio di Lycos che offre tools dedicati al mondo della scuola sul modello di una classe virtuale, con strumenti così facili da permettere a chiunque di mettere online il proprio sito in pochi minuti. Non è un segreto che molti insegnanti non abbiano molta confidenza con il Web 2.0 e Tripod si propone come un’ottima alternativa per cominciare. Ai docenti viene offerta la possibilità di disporre di un proprio sito senza alcun esborso monetario dove poter postare i compiti per casa, uploadare le foto e i video della propria classe, dialogare con i genitori, inserire link a siti di interesse.

L’esempio lampante che meglio esprime la validità del web 2.0 è rappresentato da Youtube, la colonna portante della condivisione dei video online, di sicuro la piattaforma più conosciuta e utilizzata dagli utenti di tutto il mondo.
E’ stata una giornata piuttosto dura nella Silicon Valley: in quello che nella East Coast era un normale pomeriggio di luglio, dai 30 ai 50 mila utenti si sono ritrovati privi di elettricità (e cosa più importante per un americano, privi di climatizzazione). Tra le zone colpite dal blackout la più notevole era certamente il Financial District, e in particolare il South of Market, per gli amici “SOMA“, il luogo dove si riuniscono “fisicamente” molte delle più importanti compagnie Web 2.0. Infatti decine di grossi siti facevano affidamento su 365 Main, un enorme datacenter che si è “spento” nonostante misure di sicurezza ridondanti e generatori ausiliari.
La 3 ha fatto scacco matto.
Ha capito che la falla del mobile è la velocità e l’ha capito per prima.
Fino ad ora la navigazione internet sui cellulari era sacrificata alla sola ricezione, bisognava essere dei kamikaze per pensare di spedire files di certe dimensioni con una velocità in upload di 384 Kbps dell’Hsdpa e di 64 Kbps dell’Umts.
Tra poco la velocità in uscita sarà di 1,4 Mbps, grazie alla tecnologia Hsupa (High speed uplink packet access).
Abbiamo già parlato diverse volte di phishing, segnalandovi i recenti casi eclatanti portanti nomi come Poste Italiane e addirittura Polizia dello Stato (trovate gli articoli qui e qui).
Nonostante sia un fenomeno che si conosce da tempo, è evidente che ci sono molte persone che continuano a cadere nella rete (da pesca), altrimenti non si spiegherebbe il successo delle migliaia di mail che ogni giorno infestano la nostra posta elettronica.
Vi sarà sicuramente capitato di ricevere mail dalla vostra banca che vi chiede di rinfrescargli la memoria sul vostro conto corrente o da altri servizi che vogliono che inseriate il numero della vostra carta di credito…