
Il Tribunale di Milano si è definitivamente espresso condannando i tre dirigenti di Mountain View non avere impedito nel lontano 2006 non hanno impedito la diffusione sul motore di ricerca di un agghiacciante video che mostrava un ragazzino affetto da sindrome di Down che veniva pesantemente insultato e picchiato da altri quattro studenti idioti di un istituto tecnico di Torino. La sentenza è destinata a fare giurisprudenza poiché si tratta del primo procedimentio internazionale che vede imputati responsabili di Google per la pubblicazione di contenuti sul web.
Nasce in Danimarca un nuovo browser game gratuito, ideato come campagna contro la violenza sulle donne, fenomeno purtroppo ancora diffuso.
Venivano ancora chiamati spregiativamente giochini elettronici da genitori e giornalisti perplessi, la grafica era formata da quattro pixel in croce, e già si sosteneva che trasformassero i bimbi in killer. E, ovviamente, con l’affinarsi del realismo (specie in un’epoca in cui il bullismo d’un tratto spaventa) le accuse sono peggiorate. Il mio parere personale è che se i videogiochi rendono la gente violenta, i miei erano tutti rotti. Sembra dare più chiarezza alla questione un rapporto della rivista scientifica Psychology, Crime & Law, che ha studiato 110 bambini per scoprire se i loro livelli di rabbia aumentavano dopo essere stati esposti a Quake II.