
Da qualche anno a questa parte le vite virtuali hanno iniziato ad avere delle conseguenze molto reali. L’ha appena scoperto un’anonima giapponese 43enne, appassionata di un GDR online molto in voga da quelle parti, Maple Story.

Ieri ho comunicato che la fase alpha di WotLK era stata interrotta, e la Blizzard non si è fatta attendere molto: gli inviti per unirsi alla beta hanno iniziato a circolare in tutto il mondo, ed i fan del più grande MMORPG di tutti i tempi sono in fibrillazione.
Certi concetti sono un po’ strani, al punto che risulta davvero impossibile capire a tavolino se potrebbero o meno avere successo. Del resto, al lancio di MySpace o Facebook nessuno avrebbe scommesso sul loro futuro, ed ora sono diventati un elemento pervasivo della cultura web. Quindi cercherò di sospendere il mio giudizio anche su PMOG, e vi spiegherò semplicemente come dovrebbe funzionare.
Eccoci qui, dopo lunga attesa (di cui approfitto per scusarmi - impegni accademici o per meglio dire tesistici), pronti a parlare di tipi di danno nella quinta parte della più migliore guida ai mmorpg sul web.
Allora, a meno di non giocare al mmorpg di Hello Kitty (che purtroppo esiste), di solito in questi giochi si mena, e di brutto. Bisogna fare del male all’avversario, che sia un mostro o un altro personaggio umano, in diversi modi.
La più grande differenziazione, abbastanza logica, è quella tra melee e ranged damage.

Siamo arrivati alla quarta parte della guida, in cui spiegherò un concetto a dir poco fondamentale, quello del Crowd Control.
Abbreviato anche come CC, con questo termine si indicano tutte le abilità che un personaggio ha per disturbare/impedire le azioni/abilità di un nemico.
Confusi? Non è cosi complicato. Fondamentalmente, se riesci a impedire a un tuo nemico di fare qualcosa che voleva fare, hai fatto del Crowd Control.
Le abilità di questo tipo servono a prendere tempo, a scappare, ma soprattutto a tenere sotto controllo la situazione, gestirla sia in caso di assalto di un nemico potente sia di un gruppo numeroso.

“Poichè ti era facile staccare la testa di gente civilizzata, cioè di povere pappemolli con muscoli come spaghi marciti, tu ti ritenevi un uomo forte? Per l’Inferno! Prova a spezzare il collo di un toro selvatico Cimmero prima di definirti davvero forte. Io lo facevo, e prima di essere considerato un uomo adulto…!”
Cominciano a filtrare le prime impressioni sull’attesissimo nuovo MMORPG chiamato Age of Conan, il nuovo rivale di World of Warcraft ambientato nel mondo dell’Era Hyboriana, il periodo protostorico/fantastico in cui i racconti di E. Howard prendono luogo. Al contrario di come rappresentato da film e cartoni animati, il personaggio di Conan il Barbaro è fondamentalmente un ladro, un bandito e un assassino, figlio di un periodo di racconti d’appendice che le persone di buona famiglia leggevano di nascosto. Beh, l’idea di questo gioco è di resuscitare la violenza e i toni adulti, e di offrirli ad un mondo ormai edulcorato dal politically correct.
Riprendiamo, dopo i bagordi delle feste, la nostra guida per i neofiti dei giochi di ruolo online. L’ultima volta abbiamo parlato dei diversi ruoli che si possono ricoprire in un gruppo, ma mi sono dimenticato di una doverosa differenziazione che in certi mmorpg è importante: la dimensione del suddetto.
Bene, nella prima parte della mia piccola guida abbiamo parlato del Pve e del Pvp. A Chucknorris piace combattere i mostracci brutti e cattivi, ma adesso deve decidere che classe essere al momento della creazione del suo personaggio. Nella vita reale si deve decidere se fare l’impiegato o l’elettricista, in un gioco di ruolo invece se curare, picchiare corpo a corpo o sparacchiare da lontano.
Ogni gioco ha le sue classi dai nomi e dalle caratteristiche diverse (Wow ha i maghi, i paladini ecc, Lotro ha i champion, i menestrelli ecc) e Chuck dovrà decidere quale sarà il suo compito, soprattutto in un’ottica di Party, che vuol dire gruppo. In ogni gioco di ruolo massivo non si può fare tutto da soli, ma bisogna formare dei gruppi per affrontare le avventure. Perciò ogni classe avrà una sua utilità in un ruolo ben preciso.
Per la sorpresa di tutti, qualche giorno fa Activision e Vivendi hanno annunciato una fusione e la creazione di Activision Blizzard, diventando di fatto un colosso del videoludo pari a Electronic Arts.
Activision è publisher di gioconi come “Guitar Hero“, “Call of Duty” e la serie “Tony Hawk’s”, mentre Vivendi è leader dei Mmorpg con la sua divisione Blizzard.
Il mercato dei Mmorpg (che, per chi non lo sapesse, significa Massive(ly) Multiplayer Online Role-Playing Game) è aumentato in modo pazzesco in questi ultimi anni, grazie soprattutto al successo commerciale di giochi come World of Warcraft dalle utenze spaventose (si parla di milioni di giocatori).
C’è un fenomeno però che può spaventare il neofita che voglia affacciarsi a questi mondi persistenti: il linguaggio. Mentre in un gioco “normale” il massimo ostacolo che può presentarsi è la conoscenza dell’inglese, in questi giochi si crea un “sottolinguaggio” estremamente tecnico, che di primo acchito può essere traumatizzante.

Pirates of the Burning Seas (d’ora in poi verrà chiamato PotBS) è uno dei MMORPG più attesi dell’anno. In questo dinamico gioco finalmente gli utenti possono abbandonare l’ormai troppo calcato sentiero del fantasy e dedicarsi a cannoneggiare, abbordare e infilzare i propri rivali sui mari dei Caraibi del 18mo secolo. Da quanto ho potuto vedere, il gameplay è piuttosto vario, e consiste tanto in scontri corpo a corpo con sciabole, pistole e archibugi quanto nella manovra di corvette e galeoni. E se volete provare il brivido dell’era delle vele senza spendere, questo pare il momento migliore: il progetto è entrato in open beta.
In un certo senso i videogiochi hanno salvato la vita di un giovane norvegese dodicenne, che, vedendo la sorellina aggredita da un’alce assetata di sangue umano (!!!) ha deciso di urlare e gesticolare il più possibile per attirare l’animale a sè. Successivamente, vedendo la bestia avvicinarsi minacciosa, ha optato per fingere la morte. “[ho agito] esattamente come si impara al trentesimo livello in World Of Warcraft”, ha detto il ragazzo. Per fortuna, l’alce non ci ha mai giocato e non ha resistito alla skill.
In un’intervista al sito VideoGamer.com, Frank Pearce, vicepresidente esecutivo della geniale software house conosciuta come Blizzard Entertainment, ha fatto sapere che non ci sono piani di alcun genere per quel che riguarda la creazione di un seguito di World of Warcraft, il più grande gioco multiplayer online della storia. E a dire il vero, non si può certo biasimarli!

Purtroppo EverQuest II non ha mai avuto il successo del suo concorrente WoW, ma dopo un inizio straordinariamente difficile si è evoluto tantissimo e può vantare una community affiatata e molto fedele. Soprattutto, negli anni, e oramai ne son passati tre, la sua grafica è rimasta perfettamente al passo con i sistemi moderni. Se vi piacciono i MMORPG, e non l’avete mai provato, oppure lo avete abbandonato per dedicarvi ad altro, beh, vi consiglio di correre a darci un’occhiata. L’uscita della sua nuova espansione, Rise of Kunark, ha migliorato ulteriormente l’esperienza aggiungendo aree nuove e sistemando tantissimi vecchi problemi.