La maggior parte dei grafici addestrati ad usare Photoshop, messi davanti a The Gimp (qui il sito ufficiale) reagiscono con una gamma di “moti dello spirito” che oserei definire disastrosa: frustrazione, rabbia, perplessità, smarrimento. Per certi il mancato incontro con le loro aspettative crea un’animosità ed un disgusto incomprensibili a chi usa il noto programma di grafica open source con profitto. Beh, in effetti The Gimp non è Photoshop, e su questo non ci piove, ma si può imparare ad usarlo con successo.

Abbiamo spesso parlato dalla praticità e della completezza di un programma come GIMP, degno sostituto di Photoshop per chi non ha lavori estremamente professionali da effettuare sulle immagini.
Non consideratemi un eretico ma c’è chi sostiene anche questo! 
Negli ultimi anni la qualità di GIMP (GNU Image Manipulation Program) ha avuto un incremento non da poco, sino ad arrivare all’attuale versione 2.6 (uscita da pochi giorni, ndr) che dimostra quanto impegno e lavoro ci sia dietro questo progetto Open source.

Avete presente la foto in bianco a nero dei vostri genitori che a volte avevano qualche particolare colorato come le gote rosa nei bambini o il colore del vestito o di un fiore?
Sarebbe carino poterlo fare anche con le nostre foto digitali, oggi vi spiego come farlo con Gimp.
Parliamo spesso dei software di manipolazione delle immagini, anche nelle nostre “raccolte”, ma ho ritenuto piuttosto utile radunare separatamente i migliori software simili in un unico piccolo reportage. Lo scopo, ovviamente, è di fare in modo che li abbiate a portata di mano quando vi servono. Del resto, al giorno d’oggi tutti o quasi hanno una macchinetta digitale, e chiunque scatti fotografie presto o tardi scopre di avere la necessità di schiarirle un po’, di levare qualche occhietto rosso o di aggiustare i colori. Con queste applicazioni non potete sperare di superare Photoshop, ma la realtà è che pochi fotografi amatoriali hanno sul serio bisogno del costosissimo colosso Adobe, specie se si tratta solo di dare un’aggiustatina qui e là alle proprie opere d’arte.

The GIMP è ben noto per essere completamente gratuito, discretamente potente, e così follemente inutilizzabile da poter essere tranquillamente usato in psichiatria al posto della terapia elettroconvulsiva. Sono anche passati tre anni da quando è uscita la 2.2, l’ultima versione, e in tre anni scorre un sacco di acqua sotto i ponti… Ma per fortuna gli sviluppatori di questo programma non sono rimasti (completamente) sordi alle proteste, alle lamentele e alle invocazioni di pietà degli utenti, e hanno iniziato a calcare una strada nuova per questo rivale open source di Photoshop. Una strada, questa volta, percorribile anche dai poveri utenti!
Gimp, il programma di fotoritocco distribuito su internet con licenza GNU ha deciso finalmente di migliorare la sua interfaccia, di cui aveva parlato Rammit in questo articolo, e per farlo chiede il contributo di volenterosi e fantasiosi amanti della grafica.
Potete infatti parteci- pare al redesign dell’aspetto grafico del software.
Sono circa otto anni che sento la gente lamentarsi di quanto trovano insopportabile The Gimp, un programma molto potente ma allo stesso tempo reso un invalido da un’interfaccia che i più trovano incomprensibile. Il mio parere personale è che i contestatori hanno ragione, Gimp è inutilizzabile e soffre parecchio dei tentativi dei suoi creatori e promotori di dargli un’originalità priva di sbocchi, incompatibile con la sua missione di editor grafico. Chiunque abbia lavorato con Photoshop sa che la praticità per un professionista dell’immagine è tutto… E se spesso fallisce il gigante della Adobe, la pazienza nei confronti di The Gimp è probabilmente ancora minore.