Le possibilità offerte dal computer agli artisti o aspiranti tali, fin dai tempi dell’Amiga (che fu utilizzata per creare opere anche da Andy Warhol), hanno dato una possibilità in più di creare, spesso permettendo di ridurre i tempi di realizzazione, spesso fornendo strumenti addizionali o alternativi a quelli tradizionali.
Ovviamente avere uno strumento, per quanto evoluto, non basta, ma spesso può aiutare a far emergere capacità che altrimenti potrebbero restare nascoste.

Ultimamente non passa giorno senza che qualcuno faccia un annuncio relativo agli eBook, fenomeno in costante crescita e di cui si parla ormai costantemente, perfino in Italia, Paese tradizionalmente poco avvezzo alle innovazioni tecnologiche e, soprattutto, dove, pensando al lento cammino intrapreso delle riviste in formato elettronico, non ci si aspettava un tale susseguirsi di annunci.
Anche noi di Trackback, ovviamente, non siamo da meno, perché è impossibile non riconoscere la crescita di un fenomeno che potrebbe cambiare le abitudini dei lettori, almeno quelli più portati verso i cambiamenti tecnologici.
Ormai manca pochissimo al calcio d’inizio di questa attesa edizione dei Mondiali, che si terranno in Sud Africa.
Ovviamente l’evento è di particolare interesse per noi italiani, da sempre molto legati al calcio e, qui come anche nel resto del mondo, si moltiplicano le iniziative relative ai Mondiali, le offerte speciali di prodotti che legano il proprio marchio a quello dei mondiali o le iniziative per seguirli in qualsiasi modo, rimanendo informati su tutto.
Il quodidiano La Repubblica è stato sempre pronto nei confronti delle nuove tecnologie, cercando di utilizzare sempre tempestivamente nuovi modi che permettessero, grazie alla tecnologia, di essere fruibile dai propri lettori non solo in forma cartacea ma anche elettronica, prima con un’ottima edizione web, poi con una versione web ottimizzata per dispositivi mobile (con una attenzione particolare nei confronti di iPhone) e poi con una applicazione specifica per iPhone.
Haiku è l’implementazione open source di uno splendido sistema operativo, purtroppo ormai defunto, chiamato BeOS. BeOS era un sistema operativo inizialmente pensato per girare su un hardware proprietario chiamato BeBox, dotato di processori Hobbit della AT&T, che abbracciò poi l’architettura PowerPC usata al tempo anche da Apple e, più di recente, fu portato su processori x86. Nacque da un ex dipendente di Apple, Jean-Louis Gassé e fu pensato fin dall’inizio per garantire ottime prestazioni, sfruttando le tecnologie più moderne e performanti, mantenendo comunque una grande facilità d’uso.
Il nuovo gioco promosso dalla Sisal continua, a distanza di poche settimane, ad entusiasmare gli italiani, colpiti dalla febbre del gioco.

Sebbene molte volte poco conosciuti, o addirittura sottovalutati, esistono una moltitudine di programmi gratuiti e leggeri che forniscono all’utente un grosso supporto per ogni tipo di operazione.

Una delle operazioni maggiormente effettuate con l’ausilio del personal computer dall’utente medio è quella della masterizzazione, ovvero il backup dei dati su dispositivi ottici come i comuni CD e DVD.

L’utilizzo di cartelle e file nascosti è un’operazione sempre più utilizzata per la salvaguardia della propria privacy nei confronti di altri utenti del medesimo sistema.

Capita molto spesso di avere la necessità di chiudere alcuni processi con lo scopo di liberare risorse per l’avvio di un’applicazione molto pesante, come un programma per la grafica o un videogioco.

L’informatica ormai è entrata nelle case di tutti gli italiani ed il personal computer è diventato oggi lo strumento più utilizzato sia in ambito casalingo che soprattutto in quello lavorativo.

Firefox 3.5 è disponibile da oggi, dopo che milioni di volontari ci hanno speso un adeguato periodo di beta test e grazie all’impegno del grandissimo team di Mozilla. Come Funziona? Benissimo!
Dovrete perdonarmi il titolo veramente egocentrico, ma si avvicina un cambiamento. Dopo due anni e qualche mese, e dopo esserci stato fin dall’inizio, ho deciso che è tempo di muovermi e di passare oltre. Tra qualche giorno non scriverò più su Trackback, e quindi ho deciso di concedere uno sguardo al mio computer ai miei affezionati lettori.
Ho accolto con un certo interesse la notizia che WordPress ha un nuovo rivale, sorto da radici di un rivale più vecchio: sto parlando di Movable Type, che ha appena subito un fork, una scissione del suo codice verso un futuro open source.