File sharing illegale: in Europa è in crescita, meno negli Stati Uniti

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file sharing illegale europa

Il file sharing registra un aumento in Europa, mentre presenta una situazione del tutto differente negli Stati Uniti, dove invece sta attraversando un momento di calo. A mettere in evidenza tutto ciò è stato il report elaborato da Sandvine, che sottolinea bene il rapporto che intercorre fra peer to peer e traffico web. Come mai si può rilevare questa differenza tra l’Europa e gli Stati Uniti? A quanto pare essa sarebbe dovuta alla mancanza di soluzioni legali per la diffusione di materiale soggetto ai diritti d’autore.

A quanto pare gli utenti di internet sono maggiormente spinti a ricorrere al P2P, perché non trovano soluzioni soddisfacenti per usufruire di contenuti multimediali in forma legale. Ci sarebbe un’impossibilità di accedervi oppure i tempi d’attesa sarebbero troppo lunghi. Il P2P dunque sarebbe una sorta di “scelta obbligata”.

Negli Stati Uniti invece accedere in maniera legale ai contenuti digitali sarebbe più facile, per questo il peer to peer sarebbe in diminuzione. Una motivazione che dovrebbe essere tenuta in considerazione, se si vuole prestare attenzione a combattere il file sharing attuato in maniera illecita.

Non si possono infatti attuare strategie adeguate per combattere il file sharing illegale, se non si considera la controparte: l’accesso legale agli elementi della multimedialità. Non ci dobbiamo quindi meravigliare se il file sharing in Europa continua a generare un traffico internet che rappresenta il 20% del totale.

Delle valide alternative possono costituire un rilevante deterrente contro la pirateria digitale, che comunque rappresenta un problema che si cerca di combattere in tutti i modi possibili. Rafforzare l’accesso legale ai contenuti multimediali, per scoraggiare la pirateria a quanto pare sarebbe un sistema in grado di funzionare, almeno così dimostrano i dati sul fenomeno.

La pirateria non si può combattere solo scoraggiando il download illegale, perché tutto ciò costituisce un divieto che prima o poi, in qualche modo, viene aggirato. Forse in questo campo il proibizionismo assoluto non serve a nulla, perché significa lottare contro un muro difficile da abbattere.

Offrire un’alternativa legale anche in Europa sarebbe importante per contrastare il file sharing illegale. Ma si è veramente investito su questo fronte o ci si è limitati solo a fare delle leggi antipirateria?

Gli Stati Uniti hanno saputo agire bene contro la pirateria. In questo senso dovrebbero poter offrire un esempio valido, da tenere in considerazione da parte dell’Europa.

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Lun 28/05/2012 da in ,

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