Beppe Grillo: blog nuovamente sotto inchiesta

Una nuova polemica vede protagonista il blog del famoso comico genovese Beppe Grillo colpevole di essere stato lo strumento per la diffusione di un commento che innegiava alla violenza.
Per il gip sono inaccettabili i limiti imposti dal Garante per la privacy e respinge pertanto la richiesta di archiviazione proposta dai pm, fondata quest’ultima sull’impossibilità di ottenere i dati sugli utenti. Le società H3G e Microsoft hanno dichiarato di non essere nella possibilità di aiutare la Procura di Milano.
Secondo una vigente normativa infatti, dal gennaio 2008 il Garante per la Privacy obbliga tutti i provider alla distruzione di tutti gli indirizzi IP dopo 60 giorni. L’indirizzo ip identifica univocamente il computer all’interno della rete e tramite questa informazione è possibile risalire all’utente che ha scritto quel commento incriminato.
Secondo il gip Fabrizio D’Arcangelo, il Garante della Privacy non ha alcun requisito che ne conferisca l’autorità per imporre alle aziende di conservare gli indirizzi ip per un tempo non superiore a 2 mesi. E’ quindi necessario proseguire le indagini al fine di individuare unicamente l’utente che ha proposto di uccidere Berlusconi.
Pertanto il gip ordina al pm Francesco Cajani di continuare le indagini, impegnandosi inoltre alla disapplicazione della normativa difformi da quelle previste dal legislatore nazionale e da quello comunitario. Ancora nessuna risposta dal blog di Beppe Grillo, ma il sito è in continuo aggiornamento e non è improbabile un intervento del comico.







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