Banda larga: Confindustria protesta

Banda larga: Confindustria protesta

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Il governo ha fatto sapere che per il momento ha deciso di congelare gli 800 milioni previsti per fornire a tutto il territorio italiano la banda larga. Una decisione che ha suscitato parecchie polemiche.

La causa del ritardo sarebbe la crisi economica che stiamo attraversando, che spingerebbe a dare la priorità ad altre esigenze. Ma Confindustria non è d’accordo, ritenendo la decisione un vero e proprio danno per il Paese. Il piano Romani è ritenuto strategico e di importanza fondamentale per rilanciare il settore dell’ICT e per fare in modo che si possano rimettere in moto gli investimenti che mirano all’innovazione digitale delle imprese.

Rimandare gli investimenti relativi ai fondi destinati alla banda larga significa causare un danno all’economia. Portare avanti il progetto che dovrebbe diffondare la banda larga è importante, perchè serve alle aziende per uscire dalle difficoltà determinate dalla crisi.

Carlo Poss, presidente dell’osservatorio Fcp, ha fatto riferimento ad uno studio portato avanti dall’Unione Europea, che è riuscito a dimostrare come la banda larga potrebbe portare ad avere un milione di posti di lavoro e a poter contare su una notevole crescita economica non soltanto per il nostro Paese, ma per tutta l’Europa.

Gli altri Stati dell’Unione Europea in effetti sembrano tenere conto di tutti questi elementi, che li spingono a concretizzare veri e propri piani di intevento per contrastare il digital divide. Ma non occorre solo la banda larga. Molto importanti sarebbero anche le iniziative a favore della promozione dell’e-commerce e i progetti che potrebbero fare in modo che tutte le famiglie fossero dotate di un computer, visto che anche su questo piano siamo ancora indietro.

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Fonte | www.repubblica.it

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Sab 07/11/2009 da in , ,

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