5 distro di Linux che non sono abbastanza famose

5 distro di Linux che non sono abbastanza famose

5 distro di Linux poco conosciute

Avete sempre desiderato gettarvi nel mondo di Linux ma non ne avete il coraggio? Ci sono per voi diverse distro che fanno della facilità d’utilizzo la loro bandiera: parliano di Ubuntu in primis, ma anche OpenSUSE, e la lista potrebbe continuare. Quanto a lungo? Parecchio.
In effetti c’è una tale abbondanza di offerta che tantissime distribuzioni del sistema operativo con il pinguino inside vengono lasciate da parte. Ingiustamente.

  • Vector Linux
  • gOS
  • Mint
  • PCLinuxOS
  • Sabayon

Le seguenti varianti poco conosciute di Linux sono tutte molto valide, particolarmente facili eppure invitanti anche per chi di sistemi open source se ne intende, ma vuole un sistema comodo e stabile. Qui non troverete capolavori di flessibilità o customizzazione adatti a power user (per i quali mi riservo la possibilità di offrire delle scelte alternative in futuro)… Troverete lavori amichevoli, fatti con il principiante come obiettivo. E se anche siete un pochino più smaliziati, niente vi impedisce di fare un giro su uno di questi gioiellini: potreste rimanere piacevolmente sorpresi!

  • Sabayon: è il frutto del lavoro di un team italiano (il fondatore è trentino per la precisione), e si tratta di un tentativo ben riuscito di rendere Gentoo Linux una distro alla portata di tutti. Da una base difficile da gestire per chi non è un “esperto di pinguini”, è stato così creato un sistema comodo, e bello da vedere (infatti di base usa KDE), che ben poco ha da invidiare ad Ubuntu e compagnia bella. Include sia driver proprietari che open source (per comodità).
  • gOS: un sistema un po’ sfortunato, è nato assieme al computer economico che per qualche tempo è stato venduto sugli scaffali di Walmart. Ora si è risollevato ed è tornato in grande stile con la sua terza versione! Pensato per i netbook, è un sistema molto leggero che sposta gran parte delle sue funzionalità online (all’inizio la “g” davanti al nome fu presa per un “Google OS”, visto che è proprio sulle web app di Mountain View che fa affidamento). In ogni caso la sua comodità e rapidità lo rende utile per qualsiasi computer che venga utilizzato principalmente per navigare sul web, ricevere email e generalmente vivere la “vita 2.0″.
  • Mint: una distro basata su Ubuntu, come molti altri progetti open source fa della sua community la sua forza, coinvolgendo gli utenti in un dialogo continuo con gli sviluppatori. E’ nato per creare un Linux già ricco di codec integrati, permettendo una certa flessibilità nella lettura dei formati dei file multimediali, sconosciuta presso la stragrande maggioranza delle distribuzioni. E’ forse anche più user friendly del genitore adesso, con un sistema di installazione dei pacchetti sotto forma di web app e una configurazione a prova di principiante. Come Arch Linux (l’esatto opposto in termini di user friendliness), Mint si evolve pezzo per pezzo, senza una roadmap precisa: l’influsso delle richieste degli utenti si sente particolarmente in questa scelta!
  • PCLinuxOS: altro sistema desideroso di attirare gli utenti molto inesperti del mondo dell’open source, è nato come una costola di Mandrake (oggi Mandriva). Si configura con facilità grazie ad una serie di wizard, ed è data speciale attenzione nel garantire da subito la connettività per il wi-fi, argomento alquanto scabroso su molte distro (anche quelle ritenute “facili”). Nutrita, ma piuttosto standard, la dotazione di suite per la produttività e la multimedialità, che come in Mint sfruttano driver closed source. Questa distro va a tutti gli effetti considerata un piccolo fenomeno: sebbene sia un derivato diretto di un’altra distribuzione di cui usa molti componenti, e nonostante sia regolarmente ignorata e fuori dai riflettori, ha un nutritissimo gruppo di fan. Perchè? Beh, è presto detto: è seria, fa quello che deve fare e non dà problemi.
  • Vector: questa distro canadese deriva da Slackware (e con questo credo di aver scelto tutte le parentele più interessanti in questa lista!), e come fa Sabayon per Gentoo cerca di renderla digeribile a chi non desideri esperienze pinguiniche estreme. E’ davvero compatta e veloce, ed utilizza Xfce come ambiente grafico, una scelta azzeccata per chi non vuole sprecare risorse inutili. Al contrario della genitrice viene ben fornita di tool e software adatti all’uso domestico e anche alla configurazione intuitiva del sistema… Intuitiva ma non troppo! In ogni caso Vector è sconsigliabile come prima distro di Linux.

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Mar 30/09/2008 da in ,

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POKER.JOLLY
POKER.JOLLY 30 settembre 2008 20:56

Ho comperato delle riviste con dvd Linux Ubuntu,e anke libri,ieri sera il
tecnico mi ha detto ke per far partire s.o. appena accendo pc devo premere F8 solo ke non va,e io sto litigando col PC fisso XP PRO,poi ho
portatile con VISTA HOME EDITION,ma ignoro come e cosa fare,sono
informaticamente ignorante semianalfabeta

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Il Recidivo 3 ottobre 2008 16:22

Beh, “non sono famose”… Secondo distrowatch Mint è attualmente 3^, PClinuxOS 5^, Sabaion 10^… considerato che ce ne sono cento in classifica, direi che la maggioranza di quelle citate non sono poi così sconosciute.

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DRerAGO 10 ottobre 2008 16:24

A dire il vero, il mio non è un parere da prendere in considerazione perchè non ho provato molte distro (ho provato Ubuntu, Suse 11, Mandriva e Sabayon) però la distro con cui più mi sono trovato meglio (e che uso tutt’ora, e che ha sostituito windows) è stata Sabayon. La consiglierei a chinque.
L’unica pecca che ho notato è che ci sono fin troppi programmi preinstallati…

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rammit
Rammit 10 ottobre 2008 19:56

puoi sempre provarne qualcun altra :).
Per il trattamento custom… che ne dici di Debian?

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PerymGael
PerymGael 25 febbraio 2009 15:06

Ma io non ho mai capito una cosa…la differenza….

alla fine quando il kernel è quello li…cosa cambia dall’uno all’altra? solo la grafica? i programmini si possono mettere e togliere, la grafica si può mettere e togliere…cosa cambia da una distribuzione e l’altra… perchè ci sono centinaia di distribuzioni? quando MAC e WIN vanno avanti sempre su un’unica linea? un articolo del genere, ben strutturato sarebbe davvero utile…

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rammit
Rammit 25 febbraio 2009 15:46

forse sì, ma non basterebbe un libro intero :D
Certo, il kernel resta lo stesso, ma è come vengono montate le cose, la velocità con cui vengono accettati i cambiamenti, sviluppati nuovi software o come viene supportato l’hardware che fa la differenza.

Ricordati che ogni distro è supportata da un gruppo di sviluppatori volontari, che hanno le loro idee e le loro abilità differenti, che hanno più o meno attenzione per l’utente novizio o per quello “power”.
Certe distro sono specializzatissime, altre sono facili, altre ancora sono molto personalizzabili, tutte sono diverse e certe volte neppure lontanamente imparentate. La grafica e i programmi per l’utente finale sono davvero l’ultimo strato, e sono quelli più facili da sostituire: è il lavoro che sta tra il kernel (sempre QUASI uguale) e l’interfaccia utente (intercambiabile) a fare la differenza tra una distro e l’altra.

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PerymGael
PerymGael 1 marzo 2009 23:34

Votato il post precedente…mi sembrava corretto :D
ma ora, visto che “sembri” competente…sai dell’esistenza di una lista di Distro presenti al mondo(parlo di quelle pubblicizzate)?
Ti faccio il mio caso…due anni fa ho provato Ubuntu, Suse, Gentoo e Mandriva che per un utente ignorante come me, erano tante belle skin messe sopra lo stessa cosa…la velocità e la semplicità (a parte gentoo) erano molto simili…
Poi, data la mia esperienza decennale(ho iniziato con windows3.1) con il pensionato Bill, sono ritornato a Winzozz, facendo le mie periodiche formattazioni e scaricando il mio build program pack personale per la manutenzione.

Quest’anno ho, però, scoperto le potenzialità delle virtual machine che mi consentirebbero di usare i programmi di windows utili per lavorare. Allora mi sono detto…ma si, portiamo la memoria ram a 2GB, mi installo linux e wmware… poi mi sono ritrovato con lo scegliere una distro…e questa volta non per provare (come 1 anno e mezzo fa), ma per tenerla.

Cosa scelgo? le differenze tra una e l’altra?
E come me, credo che parecchie persone che vogliono passare all’opensource siano in crisi sulla scelta.

Ci vorrebbe un sito che elencasse le differenze anche basilari tra una e l’altra…senza considerare che è tutto intercambiabile? nel senso…c’e’ il Kernel, c’è la Distro/OS, c’e’ il comparto grafico. Posso prendere una distro e farla combaciare con qualsiasi altro programma grafico (KDE, GNOME, Xcfe)…ci sono tante piccole domande che necessiterebbero di una risposta…

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EmaDaCuz
EmaDaCuz 2 marzo 2009 14:50

Mi sa che per rispondere a tutte le domande, un sito intero non basterebbe!
Comunque provo a dare una risposta breve ed esaustiva.
1-Quanto tempo vuoi dedicare alla configurazione del sistema operativo? Hai voglia di sbatterti ed imparare o vuoi avere un qualcosa di pronto all’uso? Io personalmente consiglio SEMPRE di buttarsi sulle distro difficili (Arch, Slackware, Gentoo, Debian). Le distro “facili” sono facili solo in apparenza. Se hai un problema, sai come risolverlo?
2-Fondamentalmente le grosse differenze tra le distro sono dovute a packet manager/gestione dipendenze e kernel piu’ o meno patchato. Questo significa, di nuovo, quanta “automatizzazione” vuoi nel tuo sistema. Slackware, ad esempio, non ha un packet manager”ufficiale”, Gentoo installa/compila i pacchetti con le dipendenze esplicitate in make.conf e Fedora (ad esempio) si porta(va) dietro 1 giga di dipendenze per installare un programma da 2 mega.
3-Una volta che hai configurato il sistema, una distro vale l’altra. Puoi metterci il desktop che piu’ ti piace (KDE,Gnome,XFCE,Openbox…), lanciare i demoni, scegliere i servizi da attivare e cosi’ via. Le uniche differenze stanno nel percorso di alcuni file “di sistema”.
Riassumendo, sono solito dire che le distro Linux sono come le donne: devi provarne tante prima di trovare quella giusta.

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PerymGael
PerymGael 3 marzo 2009 09:30

Purtroppo è il tempo che mi manca…in ogni caso ho le idee più chiare ora.

Proverò Fedora…mi ispira.
Gentoo lo provai a suo tempo e senza pochi problemi…quindi penso di escluderlo. Agli altri proverò a dare un’occhiata…

ciao e ancora grazie per le dritte.

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rammit
Rammit 3 marzo 2009 09:37

ho lasciato parlare il buon EmaDaCuz, infatti, perchè ha provato un numero impressionante di distro :).

Se devo aggiungere il mio parere, beh, tra le distro che mi stanno particolarmente simpatiche c’è proprio Fedora (che attualmente ho in virtual machine e che ha funzionato molto bene con il mio Macbook Pro) e Vector, a cui accenno proprio in questo articolo.

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PerymGael
PerymGael 3 marzo 2009 17:07

“Simpatiche” perché?
elencheresti le cose che trovi piacevoli in queste due distro? (cominciamo da poco :D)

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PerymGael
PerymGael 3 marzo 2009 17:18

Scusate il post doppio…ma ho letto un articolo in cui su slackware è possibile installare/compilare programmi rpm disponibili solo per redhat e derivati tramite un tool di terze parti… senza contare che gli archivi tgz sono molto diffusi anche su windows. A parte Vector quali altre buone distro sono basate su slackware?

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Freddy 6 aprile 2009 21:02

Personalmente dopo aver provato un buon numero di distro:

- Ubunutu (kubuntu,xubuntu..)
- Debian 5.0
- Knoopix
- Slackware 12.2
- ArchLinux
- Dream Linux
- Mepis
- Pardus
- Puppy linux
- DSL
- Sabayon
- Mandriva
- Suse
- Deli
- Red Hat

ho eletto Vector linux (citato nel post) come migliore compromesso tra prestazioni ed “equipaggiamento”. Premetto che tendo a riabilitare vecchio hardware: l’ho installato su:
- P3 770Mhz/440Mb RAM
- Athlon 1400/256 Mb Ram

con eccezionali prestazioni paragonato ad altre.
Consiglio inoltre Pardus, originale e molto curata distro turca.

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